Quando una coppia con un figlio con disabilità decide di separarsi, la domanda non dovrebbe mai essere soltanto: “Come ci separiamo?”.
La vera domanda è un’altra:
“Come possiamo continuare a tutelare nostro figlio, oggi e nel suo futuro?”
Nel mio studio ho assistito diverse coppie che si sono trovate ad affrontare questo momento particolarmente delicato. E c’è una cosa molto importante: in queste situazioni non esistono modelli prestabiliti o accordi “copia e incolla”.
Ogni famiglia ha esigenze diverse. Ogni figlio ha bisogni diversi. Ogni progetto di vita merita di essere costruito con attenzione.
Spesso le coppie arrivano pensando che una separazione consensuale riguardi soltanto l’affidamento, il mantenimento o la casa familiare. In realtà, quando è presente una disabilità, le domande da porsi sono molte di più.
Chi si occuperà concretamente dell’assistenza quotidiana? Come dovranno essere organizzate le responsabilità dei genitori? Quali aspetti del futuro è opportuno iniziare a pianificare già oggi?
E ancora.
Ci sono profili giuridici che molto spesso non vengono nemmeno presi in considerazione dalle famiglie, semplicemente perché nessuno li ha mai portati alla loro attenzione.
In alcuni casi, infatti, potrebbe essere opportuno ragionare anche su strumenti di protezione giuridica che riguardano il figlio con disabilità e che meritano di essere valutati insieme nel momento in cui si costruiscono gli accordi della separazione.
Talvolta la separazione rappresenta il momento giusto per fermarsi e chiedersi: Stiamo tutelando davvero il futuro di nostro figlio? Abbiamo considerato tutte le possibilità che la legge ci mette a disposizione? Le decisioni che stiamo prendendo oggi saranno ancora adeguate tra dieci o vent’anni?
Sono domande che non sempre trovano risposta in un semplice accordo di separazione.
In alcune situazioni è necessario ragionare anche su aspetti che riguardano la protezione della persona fragile, il ruolo che i genitori potranno continuare a svolgere nel tempo e gli strumenti giuridici più adeguati per garantire serenità all’intero nucleo familiare.
Mi capita spesso di assistere genitori che arrivano nel mio studio convinti di dover semplicemente “separarsi”. Dopo il nostro incontro si rendono conto che il tema centrale non era la separazione, ma la costruzione di un progetto di tutela per il proprio figlio. È proprio questo il motivo per cui ritengo che le condizioni della separazione – in generale- non debbano mai essere predisposte frettolosamente – ed in particolare – quando è coinvolta una persona con disabilità.
Vanno trovate soluzioni per la gestione del patrimonio anche pernsando al futuro, non solo alla situazione attuale da “sistemare”. E il tutto va fatto con responsabilità. Attenzione. E cuore
Assisto coppie in tutta Italia e credo profondamente che il diritto di famiglia non debba limitarsi a disciplinare la fine di un rapporto tra coniugi. Deve soprattutto aiutare le famiglie a costruire il proprio futuro nel modo più consapevole possibile. Molto spesso, le questioni più importanti sono proprio quelle che ancora non avete pensato di chiedere. Per fissare una consulena, in presenza o a distanza potete contattare il mio studio legale per un appuntamento e sarò felice di mettere a vostra disposizione la mia professionalità e la mia esperienza
Avv Emanuela Astolfi
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