Ci sono notizie che hanno un valore particolare. Non solo perché rappresentano una vittoria processuale, ma perché raccontano un percorso.

Con la sentenza del 29 giugno 2026 del Tribunale di Tivoli, che ha revocato un decreto ingiuntivo richiesto da una RSA nei confronti del figlio di una paziente affetta da Alzheimer e ha condannato la struttura al pagamento delle spese di giudizio, abbiamo raggiunto l’ottava sentenza favorevole nell’azione giudiziale nazionale che da anni porto avanti insieme all’avv. Francesco Felici.

Otto sentenze.

Se lo scrivo così sembra solo un numero. In realtà dietro quel numero ci sono anni di studio, scelte processuali difficili, responsabilità enormi e, soprattutto, famiglie che hanno deciso di affidarsi a noi.

In questi anni abbiamo ottenuto risultati che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. Sentenze che hanno disposto la restituzione di somme importantissime: oltre 166.000 euro, oltre 103.000 euro, quasi 88.000 euro, oltre 75.000 euro, oltre 33.000 euro, oltre ad altre pronunce favorevoli che hanno contribuito a consolidare un orientamento giurisprudenziale sempre più significativo.

Ma non è il valore economico, pur importantissimo, ciò che mi colpisce di più.

Quello che conta davvero è sapere che, grazie a queste decisioni, alcune famiglie hanno potuto recuperare risorse che erano state sottratte ai loro risparmi, ai sacrifici di una vita, in un momento già devastante sotto il profilo umano.

Ogni sentenza favorevole è un tassello in più nella costruzione di una tutela che, quando abbiamo iniziato questo percorso, sembrava quasi impossibile da ottenere. Questa causa, in particolare, è stata affrontata con una strategia difensiva complessa. Una di quelle scelte che comportano inevitabilmente un’assunzione di responsabilità. Ed è proprio qui che sento il bisogno di dire una cosa. GRAZIE. Grazie a chi ripone fiducia in noi. Grazie a chi ripone fiducia in me.

Quando decidete di affidarvi a me, mi state consegnando qualcosa di molto più prezioso di una pratica legale.

Mi state affidando le vostre speranze.

E io questo non lo dimentico mai. Ve lo dico sempre durante il primo incontro: nessun avvocato serio può promettere una vittoria. Le cause si possono vincere e si possono perdere. Il processo, per sua natura, non offre certezze. Ma una promessa posso farla: Che ogni possibilità verrà esplorata. Che non smetterò di cercare la strada migliore per difendere i vostri diritti.

Quando una causa non si conclude come speravamo, la delusione è anche mia. Perché in quelle cause ci siamo insieme. E quando invece arriva una sentenza come quella del Tribunale di Tivoli, la gioia non appartiene soltanto a chi ha ottenuto il risultato. È una gioia condivisa. Perché riuscire a portare un po’ di luce nel buio che avvolge le famiglie costrette a combattere contro queste malattie così devastanti vale più di ogni sacrificio, di ogni notte passata a studiare, di ogni preoccupazione. È questo che dà senso a tutto.

Grazie, davvero, per permettermi di combattere queste battaglie al vostro fianco. Grazie perché mi fate sentire abbastanza forte da continuare, ogni giorno, a provare a cambiare qualcosa. È questo, in fondo, il significato più autentico del mio lavoro di avvocato.

Avv Emanuela Astolfi