Non tutte le spese legate ai figli sono “ordinarie”. Alcune sono imprevedibili, altre eccezionali, e richiedono decisioni condivise. Le spese straordinarie sono, ad esempio:

  • Interventi medici imprevisti o cure specialistiche
  • Attività sportive o scolastiche fuori dall’ordinario
  • Viaggi studio all’estero, strumenti costosi, corsi particolari
  • In generale: tutte quelle spese non ricorrenti, non preventivabili e di un certo peso economico

Insomma, si tratta di uscite non di routine, che vanno valutate caso per caso.

Come si concordano tra i genitori?

Le spese straordinarie si dividono in due categorie:

1. Spese che richiedono l’accordo preventivo:

  • Il genitore che intende affrontare la spesa deve avvisare l’altro per iscritto (email, SMS, PEC…).
  • L’altro genitore ha 15-20 giorni per rispondere: se non è d’accordo, deve motivarlo sempre per iscritto.
  • Se non risponde, si considera d’accordo (il famoso “silenzio-assenso”).
  • Una volta fatta la spesa, il genitore che ha anticipato può chiedere il rimborso entro 15 giorni, con fattura o ricevuta.

2. Spese che NON richiedono accordo preventivo:

  • Cure mediche urgenti
  • Spese scolastiche obbligatorie
  • Piccole spese regolari e prevedibili

In questi casi, si può procedere anche senza il “via libera” dell’altro.

E se non c’è accordo? Chi decide?

Quando i genitori non trovano un’intesa, non basta dire “non sono d’accordo” per bloccare tutto. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza n. 24876/2024:

  • Nessun genitore può mettere un veto senza validi motivi.
  • In caso di conflitto, ci si può rivolgere al giudice, che valuterà:
    • Se la spesa è nell’interesse del figlio
    • Se è utile e necessaria
    • Se è sostenibile economicamente per entrambi i genitori

Senza accordo preventivo, il rimborso può comunque essere dovuto se la spesa era realmente utile, il costo era proporzionato ed era sostenibile rispetto alle possibilità economiche dei genitori

In conclusione

È sempre meglio concordare in anticipo le spese straordinarie: evitare litigi e malintesi è nell’interesse di tutti, soprattutto dei figli, che meritano un ambiente sereno e privo di conflitti. Questa pianificazione non solo aiuta a prevenire tensioni, ma consente anche di stabilire regole chiare e condivise che possono essere seguite da entrambe le parti. Ciò può essere disciplinato già nell’atto di separazione, creando così una base solida per la convivenza futura post-separazione. Personalmente, nei procedimenti che seguo, inserisco sempre, più dettagliatamente possibile, le spese straordinarie, come ad esempio quelle legate alle attività sportive agonistiche dei figli, anche se, come è immaginabile, non tutto può essere previsto. Tuttavia, avere un accordo preciso può contribuire a ridurre l’ansia e il disguido, facilitando una comunicazione efficace e una cooperazione continua tra genitori nella gestione delle necessità quotidiane.

L’importante è che ogni decisione sia guidata dal bene del minore, e non da ostilità tra ex.

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Avv Emanuela Astolfi