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Avv. Emanuela Astolfi

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Convenzione con Avvocato del Cittadino e Il Cittadino

Avvocato del Cittadino – Associazione Astolfi, l’associazione IL Cittadino e lo Studio Legale Astolfi, per mezzo di una convenzione, offrono ai soci iscritti online ai due enti la possibilità di fruire di ulteriore assistenza a distanza con riferimento ESCLUSIVAMENTE alle prestazioni di seguito elencate ad onorari agevolati.

 

Nello specifico, per il socio già iscritto ad una delle due associazioni per un’attività online, sarà possibile godere dei seguenti ONORARI SOCIALI

 

CONSULENZE LEGALI ONLINE – 20 euro

CONCILIAZIONI ONLINE BOLLETTE – 60 euro

RICORSI AL PREFETTO ONLINE– 20 euro

REDAZIONE DIFFIDE – 40 euro

MEDIAZIONI – 80 euro

 

La convenzione nasce per rendere i mezzi di tutela – anche a distanza – accessibili ai soci di tutte le Regioni Italiane.

 

Gli onorari sociali indicati si riferiscono alla singola prestazione.

 

Lo Studio Legale Astolfi offre i servizi legali sopra indicati agli onorari agevolati solo ed esclusivamente ai soci dei due enti che dimostrino di aver effettuato l’iscrizione.

 

L’ASSISTENZA A ONORARI AGEVOLATI VIENE FORNITA ESCLUSIVAMENTE PER LE ATTIVITA’ SOPRA SPECIFICATE E PER CHI DIMOSTRI EFFETTIVAMENTE DI ESSERSI RIVOLTO ALLE ASSOCIAZIONI PER I SERVIZI A DISTANZA ED ABBIA BISOGNO DI ULTERIORE AIUTO

 

Per i clienti dello studio, gli onorari previsti per i servizi sopra menzionati sono

 

    CONSULENZE LEGALI ONLINE – 100 euro

CONCILIAZIONI ONLINE BOLLETTE – 200 euro

RICORSI AL PREFETTO ONLINE – 100 euro

REDAZIONE DIFFIDE – dai 150 euro ai 250 euro, in base al valore della controversia

MEDIAZIONI – in base al valore della controversia

Tuo marito non ti corrisponde il mantenimento? Fatti pagare direttamente dal datore di lavoro

Succede spesso: arriva il giorno concordato per la corresponsione del mantenimento ed il bonifico, da parte del coniuge obbligato, non arriva.

Mi è capitato molto spesso di trovarmi di fronte a queste situazioni. Di veder madri disperate perchè stanche di affrontare ogni mese una lotta con l’altro genitore per ottenere la somma stabilita nell’accordo di separazione.E anche mariti, beneficiari di assegni di mantenimento che arrivano in ritardo (…o mai!) che mi chiedono aiuto e tutela.

Ebbene, per i coniugi separati è possibile procedere con l’ordine diretto di pagare il mantenimento. Vi spiego di che si tratta.

E’ possibile superare liti continue ogni mese e chiedere che sia direttamente il datore di lavoro (o l’ente di previdenza se il coniuge è in pensione) a pagare quanto stabilito nelle condizioni di separazione.

La norma di riferimento è l’art. 156 del codice civile. Per i coniugi aventi diritto alla corresponsione di un assegno di mantenimento per sé o per i figli è possibile ottenere da parte del datore di lavoro del coniuge obbligato al pagamento (o di un terzo che e’ tenuto periodicamente al pagamento di somme di denaro) il versamento diretto dell’importo dovuto nel caso in cui il coniuge obbligato sia inadempiente. Il coniuge avente diritto puo’ anche chiedere il sequestro di beni o somme dell’obbligato inadempiente.

Insomma, si risparmia tanto tempo inutile ad inseguire il coniuge inadempiente! Per un appuntamento presso il mio studio legale, cliccare qui

 

Ricorso per discriminazione persona con disabilità

La legge 67/2006 stabilisce che SUSSISTE DISCRIMINAZIONE quando una persona disabile è trattata meno favorevolmente o non analogamente a quella non disabile e quando situazioni apparentemente neutre pongono la persona disabile in una CONDIZIONE DI SVANTAGGIO rispetto agli altri.

L’autore della discriminazione è tenuto non solo a rimuovere “l’ostacolo” ma anche a risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale alla persona a cui è stato negato o limitato il diritto – COSTITUZIONALMENTE GARANTITO – di ugualianza con gli altri.

L’avvocato Emanuela Astolfi ha condotto varie battaglie contro la discriminazione perpetrata ai danni di soggetti disabili, dall’azione pilota contro l’inadeguatezza del budget previsto per l’assistenza indiretta per un giovane ragazzo di Roma alla causa collettiva per l’inaccessibilità alle carrozzine ad eventi pubblici.

La legge 67/2006: un’importante norma che va conosciuta. Innanzitutto, la legge definisce “DISCRIMINAZIONE” la presenza di ostacoli che impediscano alla persona disabile di non godere delle stesse libertà e delle stesse opportunità di tutti gli altri cittadini. Questo vuol dire che una persona in carrozzina che – a causa di buche (sui marciapiedi, tipico esempio!), di mancanza di montascale o ascensori, di pedane o di qualunque ausilio utile a permettere la libertà di movimento – non può circolare liberamente subisce una discriminazione. La vittima di tale discriminazione può non solo richiedere la rimozione dell’ostacolo ma anche un risarcimento per il danno subito. Anche alcuni comportamenti, prassi, atteggiamenti possono dar origine a discriminazioni indirette: per una consulenza con l’avvocato Astolfi è necessario fissare un incontro con la segreteria

 

 

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