Una mia cliente mi racconta che ha la mamma malata di Alzheimer ed oltre a farsi carico dei circa 1890,00 euro al mese per la retta, paga anche una badante “perché mamma non la seguono, la lasciano sporca per ore, non le cambiano il pannolone e si spazientiscono a farla mangiare”. La signora, in un mese, spende sui 2.500 euro per le cure dell’anziana madre, che ha una pensione di circa 1.000 euro: “Con l’Isee sembriamo tutti milionari, le valutazioni sono sproporzionate, basta avere un terreno in un paese sperduto che non vale nulla e di colpo rientri nelle fasce alte, quelle dei ricchi, quando invece sei un povero disgraziato che non arrivi a fine mese”. Seguo la signora giudizialmente nella richiesta di rimborso delle rette che finora ha corrisposto alla RSA, la donna si è rivolta a me dopo aver letto dei risultati che ho conseguito insieme all’avv Francesco Felici nell’azione collettiva Azheimer/RSA che gestisco per Avvocato del Cittadino Associazione Astolfi

Molti soci mi riferiscono che i servizi in alcune RSA (nonostante le salate rette!) siano scadenti: infermieri disinteressati all’ascolto dei familiari ed ambienti non curati, con finestre rotte e impianti con zero manutenzione, il che crea un’atmosfera di trascuratezza e poca attenzione verso i bisogni degli ospiti. In aggiunta, è preoccupante notare come l’assenza di un’adeguata formazione del personale contribuisca a questa situazione, lasciando spesso i familiari in uno stato di frustrazione e impotenza. E la storia della signora che è costretta a pagare anche una badante fotografa pienamente lo stato di disinteresse che si respira in certe strutture, richiedendo ulteriori risorse economiche da parte delle famiglie per garantire un minimo di assistenza ai propri cari. Questa realtà, purtroppo, mette in evidenza la necessità di una maggiore vigilanza e di riforme nel settore delle RSA per migliorare la qualità dei servizi offerti e garantire un ambiente dignitoso per gli anziani.

Anche ieri, ad esempio, ho ricevuto una ragazza molto giovane. Troppo giovane per sopportare da sola il peso di una situazione assurda: suo padre si è precocemente malato di demenza ed è disoccupato. Questa circostanza non solo compromette il suo stato di salute, ma ha anche messo a dura prova le finanze familiari. Oltre a un debito di 10.000,00 Euro, per via di un adeguamento al regolamento regionale, ora le chiedono anche 1.400,00 euro mensili per le cure del genitore che, in pochi mesi, ha visto peggiorare il suo stato di salute: in RSA tendono a mantenerlo queito piuttosto che cercare di mantenere le sue poche autonomie

È evidente che queste situazioni provocano un grande stress emotivo e finanziario nei figli o nei coniugi dei pazienti. La mancanza di supporto adeguato rende le loro vite quotidiane un vero tormento.

Avv Emanuela Astolfi