La mia cliente si è rivolta ad uno studio dentistico per cure odontoiatriche relative al rifacimento di un manufatto protesico fisso, un ponte che interessava anche gli incisivi dell’arcata superiore, accettando un preventivo (integralmente saldato) di 6.000,36 Euro.


Purtroppo le cose non sono andate bene: la protesi viene eseguita per ben 4 volte “ex novo”. Si stacca in continuazione, risulta ad ogni intervento inadeguata e crea una continua sintomatologia dolorosa alla paziente, oltreché ripetuti episodi ascessuali. Dopo più di due anni la signora non trova soluzione al suo problema e – ovviamente – ha anche intuibili danni estetici e funzionali (la donna, infatti, si è imbattuta nell’improvvisa caduta del ponte dentale e nella conseguente compromissione della sua serenità e nella rinunzia alla socialità per un considerevole lasso di tempo).


Decide dunque di rivolgersi ad un altro professionista perché ormai, dopo la quarta volta, non ha più alcuna fiducia nel centro medico che l’ha assistita per anni. Prima però si rivolge al mio studio per la richiesta risarcitoria: la invito, prima di iniziare un nuovo percorso di cura, a sottoporsi ad una perizia medico legale dalla quale emerge anche una frattura nella porzione mesio-vestibolare della superficie radicolare causata dai vari interventi di rifacimento della protesi.


In questi, in realtà, casi sarebbe opportuno sottoporsi ad un accertamento tecnico preventivo prima di procedere con l’esecuzione della nuova protesi, tuttavia, non sempre, come in questo caso, il cliente è disposto ad aspettare i tempi determinati dal procedimento cautelare pertanto, quantomeno, è raccomandabile affidarsi ad un professionsta di fidicia per una relazione medico legale prima di eseguire nuovi interventi (anche per evitare “rimpalli” di responsabilità). E’ infatti possibile richiedere il risarcimento danni al dentista solo quando viene accertato che il suo operato non è stato conforme alle regole di diligenza, prudenza e perizia.