
Mi ha particolarmente scosso la notizia che sta circolando in questi giorni in merito ai maltrattamenti e le violenze perpetrate ai danni di anziani degenti presso una casa di riposo nel viterbese. Provo tanta rabbia, un sentimento che cresce ogni volta che ascolto la voce di famiglie fragili, colme di dolore e preoccupazione per i loro cari. Conosco tante, tantissime famiglie che in tutta Italia mi chiedono aiuto giudiziale per l’azione Alzheimer-RSA e come vi ho sempre rappresentato, con loro si crea un rapporto speciale, basato su fiducia e solidarietà. Battaglie dolorose che combattiamo insieme, confrontandoci quotidianamente con un sistema INDIFFERENTE. Nei loro racconti c’è sempre quel senso di impotenza e dolore: gli anziani che vengono ricoverati, soprattutto se affetti da demenza grave, non sono trattati come persone, ma come oggetti da spostare e sistemare, privi della dignità che meritano. Sono davvero pochi i casi in cui mi viene riferito un rapporto UMANO coi pazienti, dove viene alimentata una connessione emotiva, l’unica cosa che può fare la differenza. Fortunatamente, le cose non sempre degenerano, ma questa disumanizzazione degli anziani ricoverati, che spesso ascolto, è il primo step della violenza. E sono troppo arrabbiata per continuare a scrivere, perché ogni storia di maltrattamento è una ferita aperta nel cuore della società, una realtà che non possiamo ignorare e che richiede il nostro impegno attivo per instaurare un cambiamento reale.
Vi prego: segnalate al mio studio o a Avvocato del Cittadino Associazione Astolfi i probemi che avete con case di riposo ed RSA. C’è un solo modo per contrastare questo sistema indifferente: accendere la luce dove ora nessuno guarda.
Avv Emanuela Astolfi

