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Avv. Emanuela Astolfi

Mese

gennaio 2025

Maltrattamenti in casa di riposo o RSA

Mi ha particolarmente scosso la notizia che sta circolando in questi giorni in merito ai maltrattamenti e le violenze perpetrate ai danni di anziani degenti presso una casa di riposo nel viterbese. Provo tanta rabbia, un sentimento che cresce ogni volta che ascolto la voce di famiglie fragili, colme di dolore e preoccupazione per i loro cari. Conosco tante, tantissime famiglie che in tutta Italia mi chiedono aiuto giudiziale per l’azione Alzheimer-RSA e come vi ho sempre rappresentato, con loro si crea un rapporto speciale, basato su fiducia e solidarietà. Battaglie dolorose che combattiamo insieme, confrontandoci quotidianamente con un sistema INDIFFERENTE. Nei loro racconti c’è sempre quel senso di impotenza e dolore: gli anziani che vengono ricoverati, soprattutto se affetti da demenza grave, non sono trattati come persone, ma come oggetti da spostare e sistemare, privi della dignità che meritano. Sono davvero pochi i casi in cui mi viene riferito un rapporto UMANO coi pazienti, dove viene alimentata una connessione emotiva, l’unica cosa che può fare la differenza. Fortunatamente, le cose non sempre degenerano, ma questa disumanizzazione degli anziani ricoverati, che spesso ascolto, è il primo step della violenza. E sono troppo arrabbiata per continuare a scrivere, perché ogni storia di maltrattamento è una ferita aperta nel cuore della società, una realtà che non possiamo ignorare e che richiede il nostro impegno attivo per instaurare un cambiamento reale.

Vi prego: segnalate al mio studio o a Avvocato del Cittadino Associazione Astolfi i probemi che avete con case di riposo ed RSA. C’è un solo modo per contrastare questo sistema indifferente: accendere la luce dove ora nessuno guarda.

Avv Emanuela Astolfi

Cosa succede a chi abbandona la casa coniugale?

Ecco cosa rischia il conuge che abbandona la casa coniugale:
A) l’Addebito della separazione:

  • L’abbandono del domicilio coniugale costituisce di per sé una violazione degli obblighi matrimoniali e può essere causa sufficiente per l’addebito della separazione, in quanto rende impossibile la convivenza (Tribunale Napoli n. 6935/2023).

In caso di addebito della separazione, il coniuge perde non solo il diritto all’assegno di mantenimento, ma altresì la qualità di erede riservatario e legittimo, il che implica una serie di conseguenze legali significative per la sua situazione patrimoniale.

L’abbandono del tetto coniugale può tuttavia essere “giustificato” ad esempio nei seguenti casi:

  • Se è conseguenza del comportamento dell’altro coniuge
  • Se l’intollerabilità della convivenza era già presente prima dell’abbandono
  • Se avviene in seguito alla proposizione della domanda di:
  • Separazione
  • Annullamento
  • Scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio
    (Cassazione n. 15212/2023)

Spetta ovviamente al coniuge che ha abbandonato la casa coniugale dimostrare la giusta causa dell’abbandono e la preesistente intollerabilità della convivenza. Nel caso in cui la coppia abbia figli minori, è necessario anche dimostrare specificatamente l’intollerabilità della situazione anche rispetto ai bambini (Trib. Cremona, n. 130/2021).

Per una approfondita consulenza legale, puoi rivolgerti al mio studio specializzato, dove offriamo un servizio personalizzato e professionale. Sia che tu necessiti di una consulenza a Roma,, sia per una consulenza a distanza, da qualunque comune italiano, sono pronta ad assisterti con un approccio attento alle tue esigenze, per fornirti le migliori soluzioni e garantire la tutela dei tuoi diritti.

L’onorario per la consulenza è di 150,00 euro.

RSA ed Alzheimer, costi elevati e servizi scadenti

Una mia cliente mi racconta che ha la mamma malata di Alzheimer ed oltre a farsi carico dei circa 1890,00 euro al mese per la retta, paga anche una badante “perché mamma non la seguono, la lasciano sporca per ore, non le cambiano il pannolone e si spazientiscono a farla mangiare”. La signora, in un mese, spende sui 2.500 euro per le cure dell’anziana madre, che ha una pensione di circa 1.000 euro: “Con l’Isee sembriamo tutti milionari, le valutazioni sono sproporzionate, basta avere un terreno in un paese sperduto che non vale nulla e di colpo rientri nelle fasce alte, quelle dei ricchi, quando invece sei un povero disgraziato che non arrivi a fine mese”. Seguo la signora giudizialmente nella richiesta di rimborso delle rette che finora ha corrisposto alla RSA, la donna si è rivolta a me dopo aver letto dei risultati che ho conseguito insieme all’avv Francesco Felici nell’azione collettiva Azheimer/RSA che gestisco per Avvocato del Cittadino Associazione Astolfi

Molti soci mi riferiscono che i servizi in alcune RSA (nonostante le salate rette!) siano scadenti: infermieri disinteressati all’ascolto dei familiari ed ambienti non curati, con finestre rotte e impianti con zero manutenzione, il che crea un’atmosfera di trascuratezza e poca attenzione verso i bisogni degli ospiti. In aggiunta, è preoccupante notare come l’assenza di un’adeguata formazione del personale contribuisca a questa situazione, lasciando spesso i familiari in uno stato di frustrazione e impotenza. E la storia della signora che è costretta a pagare anche una badante fotografa pienamente lo stato di disinteresse che si respira in certe strutture, richiedendo ulteriori risorse economiche da parte delle famiglie per garantire un minimo di assistenza ai propri cari. Questa realtà, purtroppo, mette in evidenza la necessità di una maggiore vigilanza e di riforme nel settore delle RSA per migliorare la qualità dei servizi offerti e garantire un ambiente dignitoso per gli anziani.

Anche ieri, ad esempio, ho ricevuto una ragazza molto giovane. Troppo giovane per sopportare da sola il peso di una situazione assurda: suo padre si è precocemente malato di demenza ed è disoccupato. Questa circostanza non solo compromette il suo stato di salute, ma ha anche messo a dura prova le finanze familiari. Oltre a un debito di 10.000,00 Euro, per via di un adeguamento al regolamento regionale, ora le chiedono anche 1.400,00 euro mensili per le cure del genitore che, in pochi mesi, ha visto peggiorare il suo stato di salute: in RSA tendono a mantenerlo queito piuttosto che cercare di mantenere le sue poche autonomie

È evidente che queste situazioni provocano un grande stress emotivo e finanziario nei figli o nei coniugi dei pazienti. La mancanza di supporto adeguato rende le loro vite quotidiane un vero tormento.

Avv Emanuela Astolfi

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